Perché ancora oggi si parla di Dio?

Perché parlare di Dio in un blog? Perché scegliere un argomento che sembra così lontano dal mondo in cui oggi viviamo? Perché parlare di qualcuno che non sappiamo nemmeno se esiste? Perché sprecare il tempo, l’energia e le risorse mentali in qualcosa di tanto misterioso, incomprensibile e inafferrabile, rimasto a lungo senza risposta? In poche parole: che senso ha?

Prima di rispondere a tutte queste domande lasciate che ve ne ponga una io.

Siete davvero sicuri che “Dio” sia un argomento così poco moderno, così estraneo alle vostre vite?

Risponderete, a questo punto: “Sì, certo che lo è; il mondo va avanti, non possiamo perdere più tempo dietro a Dio e a chiederci della sua esistenza! Ci sono altre cose a cui pensare!”

In effetti, in nome di questo “mondo che va avanti” ci siamo gradualmente dimenticati di Dio, dei suoi comandamenti, dei valori e dei princìpi che ha cercato di trasmetterci; è stato rimosso dalle nostre case, dalle nostre famiglie, dalle nostre scuole, dal nostro lavoro, e più in generale dalla nostra vita.

I credenti sono pochi, coloro che “praticano” la fede in modo attivo ancora meno. Molti credono in “qualcosa, qualsiasi cosa”, diciamo in un “Dio” che da qualche parte lassù ci guarda in modo distratto, senza prendere veramente parte a ciò che accade nel mondo. Altri ancora odiano questo “Dio” di cui alcuni parlano e provano nei suoi confronti un vivo rancore che affiora continuamente. Pochissimi invece ne parlano conoscendo veramente l’argomento, preferendo, nel caso di molti credenti, prendere per oro colato le parole che sentono da “persone autorevoli” in merito, e nel caso dei non credenti, abboccare a diverse teorie che confermano le loro idee anti-cristiane senza però perdere tempo ad informarsi ulteriormente.

Se ho deciso di parlare di un argomento così controverso è perché, alla fine, proprio così fuori dal mondo non è. E’ vero, ho appena detto che i credenti rimasti sono pochi e spesso poco convinti, che il mondo è completamente disinteressato a Dio, che il “progresso” divora a poco a poco qualsiasi traccia di valore cristiano ancora esistente.

Ma la domanda che adesso dovreste porvi è questa: “Visto che le cose stanno effettivamente così, perché si sente ancora parlare di Dio in continuazione?”

Perché, dopo ben 2000 anni, l’argomento è ancora così incredibilmente attuale? Perché, nonostante il progresso, l’evoluzione, le tante vittorie in campo sociale e lavorativo, le mille barriere morali che vengono abbattute ogni giorno, il mondo che avanza, l’uomo sempre più libero di agire senza essere giudicato, le centinaia di teorie scientifiche che smontano l’intero cristianesimo, perché, dopo tutto questo, continua ad esserci sempre qualcuno che cerca di ostacolare il “naturale” andamento della società anteponendogli questo Dio sfavorevole a determinati cambiamenti?

Perché, all’alba di ogni nuova battaglia contro l’ennesimo valore ancora rimasto in vita, Dio è sempre in mezzo? Perché viene nominato continuamente? Perché alcune persone ci si aggrappano al fine di conservare ciò che gli sta per essere strappato via? Insomma, perché ancora oggi gli viene attribuita così tanta importanza?

La risposta è semplice quanto evidente.

Gesù disse: “Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno”. (Matteo 24:35)

Ecco perché ho deciso di parlare di Dio in questo blog: perché non potrebbe esserci in realtà niente di più attuale, vivo ed urgente da offrire al mondo. Non ho intenzione di rivolgermi solo ai credenti, ma anche agli increduli; e nei confronti di questi ultimi sarò particolarmente attenta, perché anche io, pochissimi anni fa, ero una di loro.

Sì, ho deciso di parlare di Dio perché in realtà non potrei parlare di nient’altro di altrettanto importante per me. La vita è fatta di molte cose che un tempo mi sembravano vitali, indispensabili. Ma arrivare a mettere in dubbio tutto ciò in cui si avevo sempre creduto è il primo passo che Dio mi ha obbligata ad affrontare, e da allora vedo il mondo con occhi completamente diversi.

Parlerò di Dio perché ho vissuto due vite.

Quella senza nessun Dio, la stessa vita che miliardi di persone oggi vivono. Una vita con tante domande senza nessuna risposta, una vita senza scopo, una vita forse serena, ma mai veramente felice.

E poi la vita con Dio, che ha sconvolto la mia intera esistenza e l’ha cambiata per sempre, rendendomi una persona diversa.

Vi racconterò di me stessa, di ciò che ho vissuto, di ciò che ho studiato e di ciò che penso.

Lo so, parlare di Dio oggi è impopolare, ma solo per chi si è sempre e solo limitato a sfiorare l’argomento, senza mai veramente toccarlo, o anche solo guardarlo da vicino. Chi invece l’ha vissuto e lo sta vivendo, sa benissimo di cosa parlo, e perché ne parlo.

Concludo quindi con un consiglio per quest’ultima categoria persone: abbiate sempre il coraggio di parlare di Dio, ovunque, comunque e con chiunque!