Perché il femminismo è nemico della donna cristiana

Lo sappiamo fin troppo bene, “il mondo va avanti”, come i progressisti amano ripetere, “non siamo più nel Medioevo” (su questa argutissima frase ci farò prossimamente un articolo, ne vale la pena) e la donna è “ufficialmente” libera di respirare, anche se la realtà dimostra che, più che dall’oppressione maschile, la donna si è liberata dei pochi vestiti che le rimanevano addosso, del decoro, del rispetto per se stessa e, soprattutto, della femminilità.

Amiche cristiane, non fatevi trarre in inganno dai portentosi slogan che il pensiero unico propaga a destra e a manca, cercando di influenzare le vostre menti.

E cioè che l’uomo è brutto e cattivo, e vuole solo opprimervi, picchiarvi, distruggervi e dominarvi; vuole essere più bravo di voi in tutto, dimostrare che siete sciocche e incapaci di fare qualsiasi cosa; vuole segregarvi in casa e avere l’ardire di imporvi di non tradirlo, di non mancargli di rispetto, di coprirvi meglio quando uscite di casa e di non riempire i social con le vostre natiche al sole; vuole ordinarvi di fare come dice lui, vuole essere il vostro padrone, il vostro carceriere; in poche parole è vostro nemico!

Cosa propone il femminismo per contrastare questa terribile guerra che i maschi ci hanno dichiarato? E’ ovvio, di combatterli a nostra volta. Gli uomini sono tutti potenziali nemici, e vanno tenuti alla larga – a meno che, ovvio, non siano femministi a loro volta, in questo caso possiamo accettare la loro compagnia, sempre che rimangano ben sottomessi -, vanno dominati, sfidati, accusati e indotti a vergognarsi perfino di essere ciò che sono.

Perché noi donne non dobbiamo accontentarci di avere i loro pari diritti: no, dobbiamo distruggerli, come loro per secoli hanno “distrutto noi” (?)

Ecco dunque fiorire la nuova donna moderna femminista.

– Si veste (o meglio, si sveste) come vuole senza che nessuno debba giudicarla.

– E’ finalmente(?) proprietaria del proprio corpo, che offre indistintamente a più uomini possibili.

– Non pensa assolutamente alla famiglia, i bambini sono un impiccio, un marito è accettabile solo se fa la lavatrice e stira al posto suo.

– Il lavoro viene prima di tutto, perché una donna senza carriera è una donna senza dignità.

– Non accetta consigli o raccomandazioni da nessuno, specie se da uomini, che sicuramente intendono “schiavizzarle”.

– Non desidera legami o in generale nessuno a cui debba dovere qualcosa, tipo il rispetto.

Parto da questo presupposto: non bisogna prendersela troppo con le femministe, perché non sono altro che ignare pedine di qualcosa di ben più grande di loro, che finge di finanziarle e di incoraggiarle per il loro interesse quando in realtà lo fa per un tornaconto che va al di là del semplice potere.

Questo qualcuno è formato dalle elite più importanti e influenti del mondo; ed esse sono manovrate da Satana, che ha, come sappiamo, intenzione di creare confusione, di sovvertire l’ordine, di distruggere l’identità dell’uomo e ciò che è naturale, come la famiglia.

Non arrabbiamoci dunque con le femministe, e nemmeno con il femminismo in sé, perché la sua nascita era qualcosa di prevedibile. Ma non sottovalutiamolo, non accettiamolo, non appoggiamolo, e soprattutto non lasciamocene influenzare.

Perché quella del femminismo è una mentalità pericolosa non solo per le donne incredule, ma specialmente per quelle credenti, che se ne possono sentire contagiate e cominciare a desiderare indipendenza dal marito, dai figli, e perfino da Dio stesso.

Dopotutto non siamo chiamate a seguire l’andazzo del mondo, ma la direzione opposta.

(Romani 12:2) Non conformatevi a questo mondo, ma siate trasformati mediante il rinnovamento della vostra mente, affinché conosciate per esperienza quale sia la volontà di Dio, la buona, gradita e perfetta volontà.