Le 4 bugie più famose della Chiesa Cattolica

1 – NON C’E’ NIENTE DI SBAGLIATO AD ESSERE RICCHI

Tutti conosciamo – e consideriamo ingiuste – le vaste ricchezze che appartengono alla Chiesa Cattolica. Qualche cattolico potrà dirmi: “Beh, è vero, ma è poi così importante che la Chiesa Cattolica sia ricca? A chi interessa? Ci sono molti milionari al mondo… non sono certo gli unici”.

Certo, è vero. La Chiesa Cattolica non è l’unica a possedere un vasto impero di denaro e di proprietà. C’è una sottile differenza, però. Il milionario medio non sale su un pulpito a predicare Gesù in chiesa, ogni domenica.
Il milionario medio non si attribuisce la carica di “imitatore di Cristo”, della sua semplicità, della sua umiltà.
Il milionario medio, in sintesi, è molto meno ipocrita.
Non si può essere cristiani e rimanere ricchi. E questo lo dice proprio la Bibbia.

(Matteo 19:23) E Gesù disse ai suoi discepoli: “Io vi dico in verità che difficilmente un ricco entrerà nel regno dei cieli. E ripeto: è più facile per un cammello passare attraverso la cruna di un ago, che per un ricco entrare nel regno di Dio”.

Un cristiano ricco non è un cristiano più fortunato degli altri. Essere ricchi in realtà non ha niente di positivo per uno che vuole seguire Gesù; è anzi un inciampo, un ostacolo. Ma d’altronde il versetto ha già parlato chiaro: “Un ricco difficilmente entrerà nel regno di Dio”.

2 – PER PARLARE “CON DIO” DEVI ENTRARE NEL CONFESSIONALE

E’ uso comune della Chiesa Cattolica, poi, invitare le persone al confessionale, un piccolo spazio in cui sei libero di confessare i tuoi peccati.
Non a Dio, però… ma a un sacerdote che ti sta vicino. Poi in qualche modo, non si capisce bene come, sarà lui a indirizzare le tue suppliche verso il cielo, ma spesso è più sbrigativo; ti dice lui stesso che sei perdonato e ti saluta.
Dunque abbiamo bisogno di qualcun altro per parlare a Dio? Non possiamo farlo personalmente?

(Daniele 9:4) Feci la mia preghiera e la mia confessione al Signore mio Dio (…)
(Salmi 32:5) Ho detto: “Confesserò le mie trasgressioni al Signore”, e tu hai perdonato l’iniquità del mio peccato.

Nessun intermediario. Abbiamo già imparato che non serve il Papa per parlare con Dio, ma soltanto Gesù; adesso sappiamo che non ha alcuna utilità nemmeno il sacerdote.

3 – I SANTI SONO SPECIALI E DEGNI DI VENERAZIONE

Ma veniamo a una delle usanze più famose della Chiesa Cattolica, il credo nei santi. Ma chi sono i santi? E quando vengono nominati nella Bibbia?

(Atti 9:13) Ma Anania rispose: “Signore, ho sentito dire da molti, riguardo a quest’uomo, quanto male abbia fatto ai tuoi santi in Gerusalemme”.

Vediamo il suo significato.

Santi: è questo il primo passo del Nuovo Testamento dove il termine santi è utilizzato per designare i discepoli di Gesù, cioè i cristiani. Il termine “santo” (greco: haghios) significa lett. separato, messo a parte.

Sì, so cosa state pensando. Ma i santi non erano persone speciali, in qualche modo più spirituali di altre? Non erano i martiri della Chiesa, coloro che sono morti per Cristo? Non erano identità inavvicinabili, quasi misteriose, diverse da noi?
Evidentemente no. I santi, come avete appena letto, sono semplicemente i cristiani.
Ogni cristiano è un santo, perché, da definizione, è “separato” dal resto del mondo. Ma se le cose stanno veramente così, è sbagliato considerare i “santi cattolici” superiori a noi?
Sì, è un errore, perché gli uomini, anche se cristiani e spirituali, non devono essere adorati o venerati.

(Atti 10:25) Mentre Pietro entrava, Cornelio, andandogli incontro, si gettò ai suoi piedi per adorarlo. Ma Pietro lo rialzò, dicendogli: “Alzati, anch’io sono uomo!”

(Atti 14:11) La folla, veduto ciò che Paolo aveva fatto, alzò la voce, dicendo in lingua licaonica: “Gli dèi hanno preso forma umana e sono scesi fino a noi”. E chiamavano Barnaba, Giove, e Paolo, Mercurio, perché era lui che teneva il discorso. Il sacerdote (…) condusse davanti alle porte tori e ghirlande e voleva offrire un sacrificio alla folla. Ma gli apostoli Barnaba e Paolo, udito ciò, si strapparono le vesti e balzarono in mezzo alla folla, gridando: “Uomini, perché fate queste cose? Anche noi siamo esseri umani come voi: e vi predichiamo che da queste vanità vi convertiate al Dio vivente, che ha fatto il cielo, la terra, il mare e tutte le cose che sono in essi”.

E se persino Pietro e Paolo, i quali avevano entrambi veduto Gesù con i loro stessi occhi, si sono rifiutati di essere considerati importanti e degni di venerazione, quale pretesa può mai avanzare qualsiasi altro credente sulla terra?
Nessun uomo merita una statua, adorazione e sacrifici per la sua persona; davanti a Dio siamo tutti uguali.

4 – POSSIAMO PARLARE CON CHI NON C’E’ PIU’

Sempre su questo discorso, non solo è sbagliato venerare i “santi cattolici” perché sono persone comuni come noi, ma anche perché sono… morte. Dio ci vieta di rivolgerci ai defunti, di parlare con loro, di richiedere la loro presenza, di invocarli e di considerarli, in qualsiasi modo, ancora presenti alla vita reale.

(Deuteronomio 18:10) Non si trovi in mezzo a te (…) negromante, perché il Signore detesta chiunque fa queste cose.

(Levitico 19:31) Non vi rivolgete agli spiriti, né agli indovini; non li consultate, per non contaminarvi a causa loro.

(1 Cronache 10:13) Così morì Saul, a causa dell’infedeltà che egli aveva commessa contro il Signore per non aver osservato la parola del Signore, e anche perché aveva interrogato e consultato quelli che evocano gli spiriti, mentre non aveva consultato il Signore.

(Isaia 8:19) Un popolo non deve forse consultare il suo Dio? Si rivolgerà forse ai morti in favore dei vivi?

Questa era in linea di massima una panoramica che abbatteva alcuni capisaldi della Chiesa Cattolica.
Sapevate già tutto?