Produttori tv: se non parli di aborto, vuoi controllare le donne

Articolo tratto da LifeSiteNews

13 Giugno 2018 – I produttori vogliono inserire più scene abortive nei programmi tv. Hanno ragione. Dovrebbero. Dovrebbero mostrare l’aborto agli americani esattamente per come è: la violenta uccisione di un bambino non nato. Dopotutto non si fanno scrupoli a mostrare altre scene macabre e sanguinose. Ma, ovviamente, non lo faranno. Perché non è questo l’aborto per loro.

I produttori tv Rina Mimoun (Everwood) e Mauricio Mota (East Los High), all’ATX Festival, hanno realizzato una campagna per fare dell’aborto una priorità in tv. Nel loro discorso, hanno dato la colpa della scarsità di aborto in Tv al voler “controllare le donne”.

Sia Mimoun che Mota hanno inserito l’aborto nelle loro trame tv, in passato.

E’ molto importante parlare di aborto”.

Allo stesso tempo Mimoun ha aggiunto, “Sarebbe bello se diventasse solo un argomento di conversazione come tanti, senza essere così speciale, così serio e così importante”.

I due hanno applaudito Crazy Ex-Girlfriend, Scandal e Friday Night Lights per aver incluso l’aborto. Ma non sono stati altrettanto contenti per un altro show della NBC, This is us. Secondo Mimoun, quando i personaggi Beth e Randall hanno capito di aspettare un bambino nella prima stagione, avrebbero dovuto considerare l’aborto. L’ha chiamata “un’incredibile mancata opportunità”.

Quelle due persone, nella vita reale, ne avrebbero assolutamente parlato” ha aggiunto dopo.

Secondo Mota, l’assenza dell’aborto nelle trame tv è per “controllare le donne” e che “l’aborto è solo una delle tante sfaccettature con cui la società cerca di controllare le donne”.

Guardando al futuro, Mimoun avvisa gli scrittori di educare gli ascoltatori sull’aborto, specialmente il pubblico più giovane.

Tutti hanno così paura di sembrare seri o moralisti o bacchettoni. Ci sono così tante cose da dire.”

Vorrebbero anche più scrittrici donne. “Molte volte l’aborto non interessa gli uomini allo stesso modo, un po’ per una paura di fondo, un po’ per apatia, un po’ per ‘Non è un mio problema’. Vorrei più diversità possibile sullo schermo, che rifletta il mondo in cui viviamo.”

Questo è il link per leggere l’articolo integrale. Voi cosa ne pensate?