Chi non cerca Dio commette il male

Vi ho già mostrato in un altro articolo che Dio ci invita a cercarlo, affinché possa mostrarsi con potenza nelle nostre vite, cambiandole per sempre.

Non so quanti lo abbiano fatto davvero, ma posso immaginare la reazione di qualcuno…

Beh, non so… non so se sono pronto davvero a cercare Dio. Bene, intanto vado avanti con la mia vita, poi vedrò con calma; per fare un passo del genere c’è sempre tempo!”

E’ vero, quello di Dio è un invito, e noi abbiamo anche la possibilità di rifiutarlo o di rimandarlo a quando ci torna più comodo. Ma non dobbiamo illuderci; quest’ultima opzione – quella di procrastinare la scelta ad un secondo momento – non ci rende in alcun modo più vicini a Dio, men che meno sotto la sua benevolenza.

Non è un amico a cui possiamo dire “Oggi non possiamo vederci, ma non arrabbiarti, ci vedremo la prossima settimana” e andare avanti sicuri di non avergli fatto nessun torto, ma anzi di averlo rassicurato amichevolmente sulla nostra futura presenza.

La salvezza non è come il biglietto per un concerto, che puoi prenotare e pagare mesi prima avendo la sicurezza che, molto più tardi, a quell’evento il tuo nome sarà scritto da qualche parte, e potrai entrare.

Va bene, può anche darsi che Dio voglia davvero essere cercato… può essere. Solo che non me la sento di farlo ora. Ho bisogno di tempo. Un giorno lo farò, promesso: ma adesso ho altre cose per la mente!”

No, non funziona così.

Quando si parla della salvezza, e più in generale di avere un rapporto con Dio, non ci sono mezzi termini; o sei dentro o sei fuori. Per quanto possiamo essere favorevoli, addirittura convinti di avvicinarci a lui, ma per vari motivi non lo facciamo, la nostra situazione spirituale non cambia: anche se abbiamo tutte le buone intenzioni di questo mondo, siamo comunque attualmente perduti.

Nella Bibbia, infatti,  innumerevoli volte Dio ci invita a cercarlo. Ma non manca di farci notare che anche il non cercarlo è una scelta, e che come ogni scelta che facciamo, non sarà priva di conseguenze.

(2 Cronache 12:14) Ed egli fece il male, perché non applicò il cuore alla ricerca del Signore.

(Geremia 10:21) Perché i pastori sono stati stupidi e non hanno cercato il Signore; perciò non hanno prosperato e tutto il loro gregge è stato disperso.

(Ecclesiaste 12:1) Rallegrati pure, o giovane, durante la tua adolescenza, e gioisca pure il tuo cuore durante i giorni della tua giovinezza; cammina pure nelle vie dove ti conduce il cuore e seguendo gli sguardi dei tuoi occhi; ma sappi che, per tutte queste cose, Dio ti chiamerà in giudizio! (…) Ma ricordati del tuo Creatore nei giorni della tua giovinezza, prima che vengano cattivi giorni e giungano gli anni dei quali dirai: “Io non ci ho più alcun piacere”.

Non esisterà mai un momento opportuno e tranquillo in cui potremo cercare il Signore, essenzialmente per un motivo. Perché quando siamo sommersi dai problemi tutte le nostre energie sono impegnate a risolverli, non lasciando tempo per altro.

E quando invece non ne abbiamo, siamo abbastanza tranquilli da pensare di non aver, dopotutto, bisogno di Dio.