A causa dell’aborto in Italia mancano 5 milioni di persone

Ad essere del tutto precisi, dal 1978 al 2018 sono state uccise, con l’aborto, 5.698.904 persone.

Guardatevi intorno, domani, quando uscirete per strada.

Osservate quel posto vuoto nell’autobus. Quel semaforo con nessuna macchina ferma ad aspettare. Quel banco di scuola nell’angolo, inutilizzato. Quella via deserta che vi provoca inquietudine, e che vi fa desiderare la presenza di qualche passante, per sentirvi più sicuri.

Perché tutti quegli spazi fatti di aria, in realtà, sono assenze. Precisamente l’assenza di circa cinque milioni di persone che mancano, che non ci sono, esattamente come se negli ultimi anni ci fosse stata una guerra.

Sì, c’è davvero stata una guerra, e ancora una volta combattuta contro chi non ha potuto difendersi. Contro chi nemmeno ha avuto la possibilità di scendere sul campo di battaglia. Con chi nemmeno ha potuto spiegare le proprie ragioni, farsi valere, o anche solo parlare.

Gli sconfitti, in realtà, non hanno avuto nessuna di queste opportunità. Nemmeno quella di respirare. Nemmeno quella di poter crescere nel ventre di sua madre.

Così, silenziosamente, sono stati recisi, spazzati via come quando calciamo un sasso che troviamo in mezzo alla strada.

Sì, c’è stata la guerra, ma nessuno se ne è davvero accorto, perché non ha fatto rumore. Non ci sono stati lamenti, né pianti; né carri armati, né soldati. Non ci sono stati campi di concentramento per sollevare l’indignazione popolare. Non ci sono state tali mostruose fotografie della sofferenza umana da voler istituire, anche per queste vittime, un “Giorno della Memoria”.

Perché queste persone semplicemente non sono mai esistite – non gli è stato dato il diritto di farlo. Nessuno le ha mai conosciute, nessuno le ha mai viste.

Madri snaturate hanno ucciso delle minuscole persone convinte di uccidere semplicemente un’idea. Convinte di liberarsi di un esserino di pochi millimetri guadagnando, in cambio, la libertà, la realizzazione personale, la felicità.

A me non interessano le loro motivazioni. Però mi arrabbio, sì; e forse non solo con loro, ma anche con chi ha reso legale questa carneficina che dura da ben quarant’anni.

Ogni giorno sale sul pulpito un politico e ci informa che “l’Italia non fa più figli”. Ci dicono che le nascite sono calate. Ci invitano a fare più figli.

Sembrano non capire quale sia il problema, o forse preferiscono non affrontarlo direttamente, girandoci intorno.

Il fatto è che mentre qualcuno sta dicendo che l’Italia non fa più figli, nello stesso esatto momento mancano, all’appello, ben cinque milioni di persone. E nessuno se ne accorge.

Che poi sono in realtà molte di più, forse perfino il doppio, perché non ho considerato le famose pillole che ormai ogni donna moderna ha sopra al comodino, pronte per essere ingerite. Tra cui quella che deliberatamente uccide il feto, quella che “ostacola” il concepimento… bene, quest’ultima non uccide nessuno, ma di fatto, grazie ad essa, molti altri bambini non sono nati.

Si lamentano, insomma, di un’Italia che non fa figli in un’Italia che abortisce tra un impegno di lavoro e l’altro, in nome della libertà, e che manda giù pillole in continuazione come se fossero caramelle.

Cari politici, non è che l’Italia non fa più figli perché c’è crisi, perché non c’è lavoro, e perché non ci sono i soldi. Non è che l’Italia non fa più figli in nome della responsabilità, del non voler mettere al mondo qualcuno che “soffrirà” la mancanza di queste cose.

No, la verità è che l’Italia ha continuato a fare figli come sempre. E’ assurdo pensare che, con la moderna e sfrenata libertà sessuale, il fenomeno possa essere andato a diminuire.

Solo che… questi figli non ci sono. Esatto, sono stati uccisi, eliminati, o gli è stato impedito di essere concepiti.

E questo lo hanno fatto grazie a voi, e con la vostra complicità, grazie alle vostre leggi.

Così, in mezzo all’ipocrisia dilagante, noi cristiani soffriamo per queste vite troncate con tanta crudeltà. Ma ci consoliamo così: sapendo che Dio non lascerà nessuno impunito.