La menzogna degli psicologi: l’aborto non crea depressione

Si sa, il mondo deve frettolosamente andare avanti in nome del progresso, e urge troncare tutti i tabù, bruciare ogni valore rimasto, annientare la morale, insomma, come amano dire i progressisti: bisogna distruggere il Medioevo ad ogni costo.

In mezzo a tutta questa attività frenetica, però, non mancano gli ostacoli. Cioè quelle “fastidiose” persone che osano ancora parlare di valori, di morale, e perché no, di rispetto per la vita.

I fan dell’aborto stanno vivendo un periodo d’oro al momento, perché nessuno in realtà è capace di fermarli. Certo, qualcuno ancora obietta, girando con qualche cartellone per strada, e illudendosi di “risvegliare le coscienze”, ma perfino io, che da cristiana sono assolutamente dalla loro parte, capisco che è una battaglia persa in partenza.

Perché al giorno d’oggi nessuno si azzarderebbe a rendere di nuovo l’aborto illegale; non glielo permetterebbero. Le moderne femministe si sono finalmente liberate di una scocciatura in più (che sarebbero i figli indesiderati) e certamente non la rivogliono indietro.

Nonostante ciò, le voci contro l’aborto non si affievoliscono, e cercano il più possibile di sensibilizzare le donne che meditano di compiere… quest’omicidio (non lo chiamo “un passo del genere” perché sarebbe un’offesa alla vita umana) dicendo loro che, dopo, vivrebbero con il rimorso e con i sensi di colpa per tutta la vita, portandole quindi alla depressione.

Davvero un bel problema! Qualcuno sta mettendo in testa alle donne che abortendo diventeranno infelici!

Come al solito, quando ci si vuole cavare fuori da un’impiccio del genere, c’è un’unica soluzione da prendere. Riciclare qualche psicologo autorevole e fargli dire quello che noi vogliamo; e finanziare le Università affinché sfornino “studi” che appoggino caldamente le nostre idee.

Ecco come hanno deciso di affrontare il problema, dal sito StateofMind:

Nonostante la recente letteratura scientifica abbia dimostrato come l’aborto non influisca negativamente sulla salute mentale delle donne, continuano ad essere pubblicati articoli che dichiarano il contrario, giustificando così le diverse politiche pubbliche degli Stati Uniti che limitano l’accesso all’aborto.”

Limitazione dell’aborto? Orrore! Non sia mai!

Infatti, nel resto dell’articolo, le donne spaventate dal rischio di depressione post-aborto vengono rassicurate in proposito da famosi docenti di università.

Viene detto loro che, addirittura, in seguito all’aborto si sono registrate diminuzioni dell’uso di antidepressivi, salvo poi smentirsi qualche riga dopo e ammettere che c’è un aumento dell’uso degli stessi, ma che – fidiamoci! – non è in alcun modo legato all’aborto.

Si lamentano anche di alcuni articoli che enfatizzano “l’aspetto psicologico negativo” dell’aborto…mentre enfatizzarne gli aspetti positivi evidentemente non è un problema.

Concludendo, le donne, anche grazie a queste dichiarazioni, vengono continuamente incoraggiate ad abortire i loro figli, e quindi ad uccidere altri esseri umani. E la cosa andrà sempre a peggiorare.

Questo è il link all’articolo completo. A buon intenditor, poche parole.