Pregano un dio che non li può salvare

Recentemente vi ho parlato del culto pagano che riguarda la Madonna, o meglio, la dea Astarte.

Qualcuno però potrebbe respingere la stessa verità storica e, ostinatamente attaccato ai suoi rituali cattolici, dire: “D’accordo, le statue della Madonna che vediamo oggi in chiesa erano in origine dedicate alle dee pagane, ma cosa importa? Io quando mi accosto a loro penso a Maria, non a una dea pagana. Perciò è a lei che arrivano veramente le mie preghiere!”

In realtà, e non molti cattolici purtroppo ne sono al corrente, è profondamente sbagliato anche offrire il culto ad una statua. Non importa cosa questa raffiguri: Gesù, Maria, i santi cattolici, un’aquila, un pesce, una nuvola, e via dicendo.

Vediamo in particolare i comandamenti di Dio che riguardano le statue.

(Deuteronomio 4:15) Siccome non vedeste nessuna figura il giorno in cui il Signore vi parlò in Oreb dal fuoco, badate bene a voi stessi, affinché non vi corrompiate e non vi facciate qualche scultura, la rappresentazione di qualche idolo, la figura di un uomo o di una donna, la figura di uno degli animali della terra (…) affinché (…) tu non ti senta attratto a prostrarti davanti a quelle cose e a offrire loro un culto.

(Esodo 20:4) Non farti scultura, né immagine alcuna delle cose che sono lassù nel cielo o quaggiù sulla terra o nelle acque sotto la terra. Non ti prostrare davanti a loro e non li servire.

(Levitico 19:4) Non rivolgetevi agli idoli, e non fatevi divinità di metallo fuso. Io sono il Signore, vostro Dio.

(2 Samuele 17:12) Servirono gli idoli, dei quali il Signore aveva detto: «Non farete una cosa simile!».

I versetti parlano da soli. E’ vietato non solo farsi sculture di qualsiasi tipo, ma anche immagini (e quindi quadri, mosaici, fotografie, qualsiasi rappresentazione visiva) affinché non ci “sentiamo attratti” ad offrire a quelle cose un culto.

Non è proprio quello che succede oggi durante ogni rito cattolico? Non è esattamente così che i “santi” cattolici vengono pregati, onorati, ricordati? Non sono forse statue quelle che vengono trasportate dai cattolici in giro per la città, su una portantina, e non è forse un culto quello che viene loro dedicato?

L’uomo identifica la statua, un pezzo di gesso, con una divinità, esattamente come hanno sempre fatto le antiche civiltà pagane. Ma Dio ci ricorda che gli idoli non hanno alcuna utilità.

(Salmo 115) Perché le nazioni dovrebbero dire: “Dov’è il loro Dio?” Il nostro Dio è nei cieli: egli fa tutto ciò che gli piace. I loro idoli sono argento e oro, opera delle mani dell’uomo. Hanno bocca e non parlano, hanno occhi e non vedono. Hanno orecchi e non odono, hanno naso e non odorano. Hanno mani e non toccano, hanno piedi e non camminano, la loro gola non emette alcun suono. Come loro sono quelli che li fanno, tutti quelli che in essi confidano.

(Salmo 97:7) Si vergognino tutti gli adoratori di statue e chi si vanta del nulla degli idoli.

(Salmo 31:7) Tu hai in odio chi serve idoli falsi, io invece confido nel Signore.

(Isaia 44:15) L’uomo ha tutto ciò per bruciare; ne prende una parte e si riscalda o anche accende il forno per cuocervi il pane o ne fa persino un dio e lo adora, ne forma una statua e la venera. Una parte la brucia al fuoco, sull’altra arrostisce la carne, poi mangia l’arrosto e si sazia. Ugualmente si scalda e dice: «Mi riscaldo; mi godo il fuoco». Con il resto fa un dio, il suo idolo; lo venera, lo adora e lo prega: «Salvami, perché sei il mio dio!».
Non sanno né comprendono; una patina impedisce ai loro occhi di vedere e al loro cuore di capire. Nessuno riflette, nessuno ha scienza e intelligenza per dire: «Ho bruciato nel fuoco una parte, sulle sue braci ho cotto persino il pane e arrostito la carne che ho mangiato; col residuo farò un idolo abominevole? Mi prostrerò dinanzi a un pezzo di legno?».

Attenzione alla scena appena descritta. Un uomo ha del legno e ne usa un po’ per accendere il fuoco e riscaldarsi, un po’ per arrostire la carne, e con il resto pensa bene di costruire un idolo al quale dice “Salvami, perché sei il mio dio!”. Quell’uomo non si accorge della ridicolezza delle sue azioni. Non riflette su cosa sta facendo, “non ha scienza e intelligenza”.

E chi ancora oggi si prostra davanti a un pezzo di legno, di marmo o di gesso, pensa di non avere proprio nulla in comune con quest’uomo? Non vede che sta facendo la stessa, identica cosa?

In conclusione, ancora oggi molte persone sperano in qualcuno che non può fare niente per loro.

(Isaia 45:20) Non hanno intelletto quelli che portano il loro idolo di legno e pregano un dio che non può salvare.