IL MONDO VUOLE ESSERE LIBERO DI EDUCARE I NOSTRI FIGLI

Più o meno tutti sappiamo che i bambini, oggi, si sentono soli e senza una guida.

Non solo hanno più problemi comportamentali, ma sono più inclini alle dipendenze e alla depressione. Non gli vengono quasi più insegnati valori come il rispetto per gli altri, l’amore per la famiglia, il significato del denaro, del lavoro e del sacrificio.

In realtà, perché semplicemente non rimane più nessuno di adatto ad insegnargli alcunché.

I genitori dell’era moderna, con le rispettive otto ore lavorative al giorno, diciamo nove o dieci considerando il traffico, le commissioni e tutto il resto, giungono la sera troppo stanchi e distratti per domandarsi come stia crescendo loro figlio. Credono che lasciarlo “libero e indipendente” sia da preferire a un’educazione troppo rigida e soffocante. Così al massimo ci giocano e ci scherzano prima di andare a dormire, conquistando almeno un po’ il suo affetto; mentre il bambino, per tutta la giornata, è stato educato invece dalla scuola, dai coetanei, dalla babysitter… e soprattutto dai media.

Ed è proprio a loro che la situazione va non bene, ma benissimo.

Perché i bambini, e solo uno sprovveduto può non rendersene conto, sono la fetta più importante della società. Non sono solo il futuro, ma anche personalità ancora da formare. La loro mente è come un’arida spugna in attesa di inzupparsi volentieri nel liquido in cui verrà inserita.

Se c’è un’idea da diffondere, chi vale la pena di convincere? Gli anziani che tra pochi anni non ci saranno più? Le persone adulte, che sono ormai sulla via del declino e contano poco o nulla? I giovani sì, certamente, perché sono la “forza attiva” da sfruttare per mettere in moto le idee (infatti sono loro che combattono per il femminismo, per il gender, per i gay pride, per l’aborto). Ma i più importanti di tutti sono i bambini, perché chi controlla loro controlla il futuro.

Non è un caso, infatti, che tutte le campagne sopracitate si riferiscano, spesso e volentieri, proprio ai bambini. Qualcuno potrebbe ingenuamente domandarsi, infatti: “Ma perché questi parlano rivolgendosi ai bambini? Tanto quasi non li possono comprendere…”

Oh, ai media non importa affatto essere compresi. A loro basta semplicemente che certe idee siano approvate e accettate come “normali” dai cittadini del futuro.

Ecco perché ai gay pride viene detto ai genitori di “portare i bambini.” Ecco perché i trans invadono gli asili mostrandosi in tutto il loro splendore. Ecco perché il gender invade i libri di scuola dei giovanissimi.

Ma per riuscire a fare ciò, è essenziale che i media abbiano in mano l’esclusiva educazione del bambino; non deve esserci nessun altro che intende educarlo in senso opposto.

Per ovviare a questo problema già vengono in aiuto i ritmi lavorativi moderni e anche la generale incuranza dei genitori stessi, i quali molto spesso non hanno ricevuto un’educazione genitoriale a loro volta – oppure sì, e l’hanno trovata tanto opprimente da decidere di negarla ai loro stessi figli.

Tutto funziona perciò a meraviglia, ma un servo obbediente ha comunque, di tanto in tanto, bisogno che il padrone gli ricordi i suoi precisi doveri, affinché non se ne dimentichi.

Ecco quindi fioccare studi di università americane in cui i genitori sono caldamente invitati a non essere “troppo presenti” nella vita dei loro figli. Un esempio come tanti altri:

Sono stati valutati periodicamente diversi bambini dai 2 ai 10 anni, ponendo particolare attenzione al ruolo troppo protettivo dei loro genitori. E’ risultato che i figli dei genitori che avevano un atteggiamento di “controllo” presentavano difetti nella loro crescita emotiva e sociale, minore capacità di integrazione, difficoltà a scuola. Il genitore che invece lascia più indipendenza al proprio figlio lo renderà più equilibrato, e con prospettive di successo maggiori a scuola e nelle relazioni sociali”.

Visto che raramente gli psicologi entrano nello specifico riguardo a questo “atteggiamento opprimente”, ne deduco che questi poveri genitori non abbiano fatto niente di grave ai loro figli, tipo piazzargli una telecamera nell’orsacchiotto. Semplicemente avranno provato ad insegnargli qualcosa, a porgli delle regole, e dargli un’educazione basilare, ed ecco il risultato: una propaganda che incita i genitori a non avere nessun ruolo educativo nella vita dei loro figli.

Solo una cosa sono incoraggiati a fare. A lasciarli liberi di imparare, sì… ma solo dal mondo.

(Romani 12:2) Non conformatevi a questo mondo, ma siate trasformati mediante il rinnovamento della vostra mente, affinché conosciate per esperienza quale sia la volontà di Dio, la buona, gradita e perfetta volontà.