PROCLAMANDO L’EVANGELO AD UN NON CONVERTITO

  • Da un’intervista a Paul Washer

Intervistatore: “Bene, parliamo un po’ del messaggio del Vangelo, e della mancanza della sana dottrina nella proclamazione del Vangelo. Penso che tutti noi riconosciamo le terribili implicazioni di una chiesa piena di membri che partecipano alla mensa del Signore, alle predicazioni, ma se interpellate non riescono a spiegarti l’Evangelo. Pertanto è lecito chiedersi: queste persone abbracciano il vero Vangelo o no? Nella mia esperienza, posso dirti che è tipico lasciare fuori il ravvedimento e la nuova nascita. Quando chiedo ad un cristiano professante di spiegarmi il Vangelo, di solito tralascia questi due elementi. Dimmi, come risponderesti tu? Come mi spiegheresti il messaggio dell’Evangelo se io non fossi convertito?”

Paul Washer: “’In questo tempo di scetticismo’, così inizierei. ‘Sto per annunciarti ciò che credo fermamente sia la Verità, e sì, lo so che dicendo questo non provo nulla, ma prima che tu mi accusi di basare il mio credo nella presupposizione, come la presupposizione dell’esistenza di Dio, devi renderti conto che lo stai facendo anche tu, perché la fallace logica della quale tu mi accusi è la stessa che stai usando contro di me. Allora permettimi di condividere con te la cosmovisione che vedo nella Bibbia, e se lo desideri potrai mostrarmi la tua interpretazione, e poi vedremo quale posizione è vera’.

Facendo così evito una discussione interminabile nel tentativo di provare l’esistenza di Dio. Posso subito proclamare la Verità dalle Scritture. Così evito un dibattito inutile e posso dire: ‘Io credo che gli uomini vengano salvati attraverso la predicazione del Vangelo’.

Dobbiamo sempre iniziare con la dottrina di Dio, perché il Vangelo non avrebbe alcun senso, né tantomeno sarebbe necessario se Dio fosse ingiusto. Se Dio fosse ingiusto, non avremmo una buona novella (Evangelo). Per questo inizio con: ‘Dio è così, ed è per questo motivo che ciò è importante’. Affronterò le sue rivendicazioni riguardo il Creatore e Sostenitore, e più avanti come Redentore. E dirò: ‘Questo Dio è così.’.

Poi risponderò alle tue obiezioni, come ‘Ma perché Dio deve essere santo, o giusto?’ ‘Preferiresti Hitler al posto di un Dio Onnipotente?’ Questo mi porta al grande dilemma: ovvero che Dio è buono, ma tu non lo sei. Dio è amore, ma tu non lo sei. Dio è giusto, ma tu no. E quindi che cosa se ne fa di te, la Sua creazione? Può semplicemente perdonarti?

Perché se dovesse farlo non sarebbe Lui un Dio giusto, così arrivo al dilemma che Paolo solleva in Romani 3. E spiego: ‘Questo è ciò che Dio ha fatto: per soddisfare la Sua giustizia, Suo Figlio è divenuto uomo, si è portato su di sé i tuoi peccati, morì al posto tuo, e poi resuscitò dalla morte’. Questo mi permette di spiegare non solo l’importanza della morte, ma anche della resurrezione.

E’ la prova che la Sua morte soddisfece la giustizia di Dio. Tu devi comprendere che in debolezza Gesù è stato crocifisso per poi risorgere in potenza, è il Re dei re ed il Signore dei signori e regna su questo mondo. Di solito vado al libro di Daniele e mostro loro che tutti i governanti di questo mondo sono come bambini seduti su troni di cartapesta.

C’è un Re, che ritornerà per reclamare coloro che gli appartengono; e così affronto il tema del giudizio, della giustizia, della morte, della resurrezione, e proclamo che Dio comanda ad ogni uomo di ravvedersi.

Spiego poi che cosa è il ravvedimento, facendo molta attenzione, perché fare una esegi perfetta del ravvedimento è insufficiente. Vedi, potrai esserti ravveduto sinceramente, ma il ravvedimento è proporzionale alla santificazione. Il nostro ravvedimento è vivo e in crescita! Non è un avvenimento statico del passato, che risolve tutto.

Pertanto io spiego il ravvedimento, la fede e che siamo comandati a ravvederci e a credere. E quindi domando: ‘E’ questo ciò che stai facendo? E’ questa una realtà nella tua vita?’ Perché alcuni dicono ‘Io non so se ho questo ravvedimento’. E allora affrontiamo il dubbio insieme, e poi chiedo: ‘E’ una realtà crescente nella tua vita?’ ‘Io non lo so se io credo’. ‘D’accordo, la fede è così. Lo stai vivendo?’ E molti mi rispondono: ‘Credo sia meglio pensarci su’.

Mi contattano più tardi, mi dicono che si sono convertiti. Altri invece ascoltano il Vangelo, e subito inizia in loro questa continua opera di ravvedimento. Occorre lavorare con ogni anima in maniera diversa.

Dobbiamo spiegare la Parola! Usiamo tante frasi che le persone non capiscono, i predicatori moderni pensano che basta evitarle, ma io credo che ciò che è biblico debba essere proclamato, e poi spiegato. Non lascio mai nessuno senza gli avvertimenti evangelici, specialmente quando si tratta di una persona che ha professato fede in Gesù con me.

Quando predico, avverto così la congregazione: ‘L’evidenza della tua conversione, ravvedimento e salvezza dipendono dalla tua fede e ravvedimento costanti, continuerai a credere, a crescere in santificazione, e malgrado qualche passo indietro, ci sarà un progresso nella santificazione, perché l’onnipresente disciplina di Dio porterà a compimento la buona opera iniziata in te (Filippesi 1:6) Ma se nel corso della tua vita dovessi ritornare ad una freddezza spirituale tale che nulla di tutto ciò ha più valore per te, sappi che oggi non hai ricevuto nulla’.