Microchip: in Svezia in molti hanno ricevuto il possibile marchio della Bestia

C’è chi dice che sia prematuro parlare di “marchio della Bestia”, ma io credo che sia sbagliato dormire sugli allori fino a quel momento, accettando entusiasticamente tutto ciò che vogliono propinarci. Perché qui non stiamo parlando dell’ultimo modello di cellulare che puoi scegliere di non comprare, o di qualche cura miracolosa che puoi sempre evitare.

Si tratta del microchip, di qualcosa che forse ADESSO puoi decidere di rifiutare; ma in futuro, chi lo sa?

Intanto, per chiarirci le idee, ecco i versetti che solitamente ci inducono ad identificare il marchio della Bestia proprio con il microchip.

(Apocalisse 13:13-18) E (la bestia) operava grandi segni miracolosi sino a far scendere fuoco dal cielo sulla terra in presenza degli uomini. E seduceva gli abitanti della terra con i segni miracolosi che le fu concesso di fare in presenza della bestia, dicendo agli abitanti della terra di erigere un’immagine della bestia che aveva ricevuto la ferita della spada ed era tornata in vita. Le fu concesso di dare uno spirito all’immagine della bestia affinché l’immagine potesse parlare e far uccidere tutti quelli che non adorassero l’immagine della bestia. Inoltre obbligò tutti, piccoli e grandi, ricchi e poveri, liberi e schiavi, a farsi mettere un marchio sulla mano destra o sulla fronte. Nessuno poteva comprare o vendere se non portava il marchio, cioè il nome della bestia o il numero che corrisponde al suo nome. Qui sta la sapienza. Chi ha intelligenza, calcoli il numero della bestia, perché è un numero d’uomo; e il suo numero è seicentosessantasei”.

Adesso vediamo un po’ come il microchip, al momento, ci viene presentato e raccontato, ottenendo l’effetto che ha su di noi la maggior parte dei nuovi prodotti: e cioè che pur avendo  sempre vissuto benissimo senza, ora, chissà come mai, sentiamo l’urgente necessità di averlo.

Nella premessa del microchip, ci viene detto che il portafoglio può essere rubato e smarrito, e che quindi non è “sicuro”. Che le chiavi di casa possono subire lo stesso destino. Che portare i soldi in giro è scomodo e pericoloso. Che pagare tirando fuori portafogli e carte di credito, rovistando frettolosamente nella borsa e nelle tasche quando siamo in fila alla cassa, non è per niente pratico.

Ma non vengono trascurate nemmeno le corde sensibili del pubblico – la famosa parte emotiva, che poi è quella che realmente dirige chiunque di noi nel fare acquisti.

Infatti viene detto che al giorno d’oggi è molto difficile localizzare una persona scomparsa. Che molti bambini non verrebbero rapiti se fossero “più controllati”. Che i terroristi non riuscirebbero a entrare così facilmente in altri Paesi se fossero intercettabili.

Insomma, un genitore sarebbe molto più tranquillo se sapesse che suo figlio non corre il rischio di sparire nel nulla. E un comune cittadino andrebbe più volentieri nelle piazze, nei concerti, nei centri più frequentati se sapesse che nessun terrorista è nelle vicinanze.

E basta così, di solito non c’è bisogno di altro: la persona è già convinta ed entusiasta di farsi impiantare il microchip.

Infatti, solo secondo questa premessa, in Svezia ben 3000 persone se lo sono fatto impiantare nella mano destra. Con esso entrano in casa e in macchina senza chiavi, pagano alla cassa senza portafogli, e addirittura evitano di mostrare il biglietto nei treni, avendolo già incorporato nel microchip.

Su Esquire.com trovate l’articolo a riguardo.

Qualcuno potrebbe dire: “Quanto terrore per nulla! Nel mondo ci sono miliardi di persone, e il microchip è stato impiantato soltanto a tremila. Sono una piccola nicchia, non contano nulla; è inutile preoccuparsi”.

A queste persone io vorrei dire: quando mai un’idea o un progetto qualsiasi proveniente dal Nuovo Ordine Mondiale è stato schiaffato precipitosamente in faccia alla popolazione, costringendola dall’oggi al domani ad accettarla?

Il metodo è, come sempre, quello di agire con calma, con prudenza e di abituare poco a poco le persone all’idea. Queste tremila persone servono come esca per altrettante che le seguiranno a ruota, come un gregge di pecore. Saranno attirate dalle testimonianze entusiastiche.

Il microchip mi ha cambiato la vita. Non solo mi sono sbarazzato del denaro e delle chiavi, ma faccio le mie commissioni più velocemente. Il risultato è che perdo meno tempo e che a fine giornata mi sento meno stressato. In più finalmente, per la prima volta nella mia vita, mi sento al sicuro: so che nessuno potrà rapirmi o cose del genere, perché verrei trovato in pochi minuti. Se penso ai miei figli, al mondo pericoloso di oggi e alla loro sicurezza… senza dubbio lo troverei molto utile anche per loro; così sarei tranquillo quando, ad esempio, ritardano qualche minuto in più la sera”.

Io sono molto curiosa di vedere come evolverà la situazione, e voi?