Propaganda gender: bambino di 9 anni ama il make-up, la famiglia lo appoggia

L’incessante propaganda LGBT, da cui siamo bombardati giorno e notte, non ha avuto solo “in teoria” il risultato di far uscire gli omosessuali allo scoperto, ma anche quello, e purtroppo non molti se ne sono accorti, di incoraggiare più persone possibili a diventarlo.

Non a caso mai, come adesso, i giovani (e perfino i bambini!) sono stati più confusi sulla loro identità sessuale. Non capiscono più se siano maschi, femmine o un miscuglio di entrambi. Non capiscono più da chi sono attratti, e trovano ormai “normale” non avere una linea precisa a riguardo, facendosi condizionare mentalmente da chi li incoraggia a sperimentare tutto ciò che è immorale.

Come ho già detto molte volte, gli obiettivi a cui si rivolge la propaganda LGBT sono principalmente due: i giovani, coloro che mettono in moto la rivoluzione, e i bambini, che sono il futuro in carne ed ossa.

Ed è proprio questi ultimi, a cui non sfugge niente di ciò che li circonda, nonostante non possano comprenderlo, che subiscono il caos generale che imperversa su questa materia. E la cosa peggiore è che le persone più grandi di loro, totalmente in balia della follia LGBT, sono loro stesse troppo plagiate moralmente per poterli aiutare a fare chiarezza; al contrario, li incoraggiano nel senso opposto, portandoli a smarrire totalmente la loro identità.

Ecco il preoccupante articolo di Femalista, qui il link originale.

Diksha Bijlani, una donna indiana di 22 anni, farebbe qualsiasi cosa per appoggiare il cuginetto di 9 anni che chiama “Piccolo Cuz” – anche far mettere il rossetto agli altri membri della famiglia. Diksha spiega che il piccolo cugino è stato recentemente bullizzato da alcuni familiari per il suo interesse per il make up, così ha deciso di fare qualcosa a riguardo.

Mia zia aveva questo rossetto che stava buttando via, così Piccolo Cuz l’ha visto e gliel’ha chiesto, e lei glielo ha regalato! Subito lo a messo, ma poi qualcuno nella stanza gli ha detto ‘Stai cercando di diventare un trans?’ Lui nemmeno sapeva cosa significasse. Ma poi la stessa persona ha cominciato a infastidirlo e lui si è nascosto sotto al letto togliendosi il rossetto, pensando che ci saremmo tutti arrabbiati per questo.

Mio cugino di 9 anni è il più effemminato della casa. Ama mettersi lo smalto, i rossetti! Ma in questa casa maschio-centrica è spesso bersaglio di battute.

In una casa come questa c’è da fare un lavoro costante, come cugini maggiori, per distruggere il condizionamento mentale sul genere, normalizzando gli atti di genere neutrale che sono definiti femminili. Così abbiamo tutti messo il rossetto per farlo sentire accettato. Gli ha fatto particolarmente piacere quando ha visto anche mio fratello metterlo. Lo ha fatto sentire più sicuro di sé. Quando lo ha visto, ha sorriso.

E’ importante capire che abbiamo la responsabilità di dare a ogni giovane bambino uno spazio sicuro per far sì che trovi il suo posto nello spazio del genere.”

Non poteva, insomma, capitare un’accoppiata peggiore: la ragazza femminista che considera la casa maschio-centrica e il piccolo cugino che mette un rossetto. La situazione non poteva che degenerare nell’assurdità più totale, come infatti è successo.

Non possiamo sapere se il bambino di nove anni abbia messo il rossetto perché effettivamente influenzato dalla propaganda LGBT che lo circonda, o per gioco, o per imitazione della zia… ma a nessuno della famiglia importava conoscerne il motivo. Nessuno, ormai, si pone più alcuna domanda ragionevole.

Ma qualcuno si è azzardato a domandare al bambino se intendesse diventare un trans (sì, fare una domanda significa bullizzare, non lo sapevate?), facendogli implicitamente intendere che quel gesto fosse “anormale” per un maschio, e allora tutta la famiglia si è mossa per supportarlo.

Tutti, donne e uomini, hanno messo il rossetto per farlo sentire accettato. Anche se, tra le righe, è impossibile non cogliere la soddisfazione interiore della cugina, che considera ormai il bambino come l’emblema del genere neutrale. Orgogliosa, afferma che siamo tutti assuefatti da preconcetti superati che impediscono al maschio di fare cose che può fare solo la femmina, e viceversa.

Come al solito, portare avanti le battaglie utilizzando i bambini è astuto e comodo, perché nessuno riconosce alcuna premeditazione in loro. Quando fanno qualcosa, è sempre con ingenuità, senza malizia; perciò, nella mente dei grandi, se un maschio di nove anni mette un rossetto è perché è giusto così, perché è naturale, e nessuno deve permettersi di ostacolare un desiderio così spontaneo – magari (follia!) insegnandogli che certe cose sono semplicemente sbagliate.