La giornata al mare dei cristiani moderni

Voglio raccontarvi una storia.

C’erano una volta, in questo mondo, l’uomo cristiano e la donna cristiana.

Entrambi amavano proclamare al mondo intero che Gesù li aveva salvati e liberati dal peccato. Ogni occasione era buona per fare quella che loro chiamavano “una bella testimonianza”. Incontravano un conoscente che non vedevano da anni, e gli parlavano di come fossero cambiati grazie all’intervento di Dio; non erano più le stesse persone, erano diversi, rinnovati, non più schiavi del peccato, ma santi, fuori da questo mondo! Questa era la frase che amavano ripetere: “Io non appartengo più al mondo, non faccio più le cose che facevo prima, il mio posto è con Gesù!”

L’uomo cristiano e la donna cristiana frequentavano spesso la chiesa, testimoniando la loro salvezza ai presenti, cantando, pregando e ascoltando attentamente il sermone del giorno. Si presentavano lì, la domenica mattina, ben agghindati e freschi di parrucchiere, vestiti in modo impeccabile. Era importantissimo, per loro, che l’abbigliamento fosse sempre adeguato e molto coprente, anche in estate.

Infatti, nonostante il caldo, l’uomo cristiano si presentava in chiesa con la camicia a maniche lunghe ben abbottonata; e la donna cristiana misurava con il righello la lunghezza della sua gonna, che non doveva in nessun modo lasciare scoperte le ginocchia, e della spallina della sua maglietta, che non doveva scoprire assolutamente la spalla – ciò non sarebbe stato decoroso!

Quel giorno, verso la fine del culto estivo, l’uomo e la donna cristiana si lasciarono andare a lacrime di gioia.

“Grazie, Signore, per avermi liberato dal peccato! Non sono più lo stesso di prima!”

Grazie, Gesù, con te ho iniziato una nuova vita! Io non appartengo più a questo mondo malvagio!”

Dopo qualche minuto, asciugate le guance, entrambi si avviarono verso l’uscita della chiesa, incontro al sole cocente di agosto. Salutarono tutti gli altri fratelli e sorelle gridando “Gloria a Gesù! Alleluia!” e con lo stesso volto gioioso tornarono a casa.

 

Ma circa due ore, un pranzo veloce e qualche chilometro dopo, lo scenario in cui si trovavano l’uomo e la donna cristiana era cambiato. Si vedevano la sabbia, il mare, gli scogli, gli ombrelloni, e una miriade di gente quasi completamente denudata stesa al sole. Ma dov’erano i nostri eroi?

L’uomo cristiano era lì, in piedi a godersi la vista del mare. Aveva deciso che la camicia di quella mattina era davvero troppo soffocante, così aveva logicamente deciso di liberarsene, rimanendo in mutande.

Quanto alla donna cristiana, che quella mattina era arrivata in chiesa con dieci minuti di ritardo pur di trovare il coprispalle adatto a celare la pelle nuda della schiena e delle spalle, adesso non si poneva più simili futili problemi. Stesa sull’asciugamano, era in costume da bagno, con pochi centimetri di stoffa a coprire le sue parti più intime; e godeva immensamente del suo fisico gradevole da vedere, e dei raggi del sole che le avrebbero regalato un’abbronzatura mozzafiato.

L’uomo cristiano sorrise alla donna cristiana. “Bello il culto di stamattina, vero?”

Lei annuì, facendo cadere le spalline del costume, perché non rimanessero i segni dell’abbronzatura. “Oh, certo! Gesù mi ha proprio cambiato la vita! Gli altri non possono capire…”

Lui si guardò intorno, arrotolandosi un po’ i boxer del costume. “Sai che stavo pensando proprio a questo? Tutte queste persone intorno a noi, guardale… tutte perdute! Nessuna che conosce Gesù! Stanno per cadere in un fosso e non lo sanno… non hanno quello che abbiamo noi. Sono ancora nel peccato, mentre noi invece siamo salvi, siamo santificati!”

La donna cristiana sospirò. “Non sapranno mai cosa significhi vivere una vita nuova!”

Hai proprio ragione! Sai cosa faccio adesso? Leggo un po’ la Bibbia!”

Così l’uomo cristiano, ancora in mutande, si stese sull’asciugamano con l’intenzione di trascorrere così qualche ora; ma faceva troppo caldo, le persone intorno erano troppo rumorose, e dopo un paio di minuti chiuse il libro, attaccandosi al cellulare.

 

Quanto alla donna cristiana, aveva appena intravisto una vecchia conoscente, ed era andata a salutarla.

Camminando sulla sabbia per raggiungerla, attirò lo sguardo di alcuni uomini che stavano stesi al sole poco distante, che la guardarono con silenzioso interesse. Preferirono il corpo della donna cristiana a quello delle loro mogli; e immaginarono di commettere adulterio con lei. La donna cristiana però non se ne accorse, né si era mai posta un simile problema: per lei tutto era puro, non si metteva certo in custume con cattive intenzioni! Erano gli altri ad avere il marcio dentro di loro!

Così parlò un po’ con questa vecchia conoscente e, data l’occasione, le parlò di Gesù. Quasi completamente nuda, con il seno mezzo scoperto e il fondoschiena in bella vista, cercò di sorridere in modo innocente e sereno, decisa a trasmettere tutta la sua purezza.

So che è difficile da capire, ma non sono più la stessa di prima! Da quando sono diventata cristiana, io… oh, come fare a spiegarlo! Non faccio più le cose che facevo prima. Niente discoteca, niente locali, non ho più bisogno di queste cose! Pensa che mi danno fastidio anche le feste di paese… troppo affollate e rumorose! Ho smesso anche di bere come prima, non fumo più, vivo una vita davvero santa e irreprensibile. Ma tutto questo per me non è un peso, eh! Mi viene naturale! E’ bellissimo rinunciare a tutto per Gesù! Perché devi sapere che l’uomo senza Dio è schiavo della carne, del peccato… mentre io invece sono stata liberata!”

La vecchia conoscente, abbagliata dall’abbronzatura della donna cristiana, la fissò un po’ perplessa. “Davvero? E cos’è cambiato per te? Non ho capito bene”.

Ma tutto, tutto quanto! Prima la mia vita era piena di vanità, di cose inutili che non avevano senso, o scopo… prima ero una del mondo, facevo le cose che fanno tutti, peccavo continuamente. Ma adesso non seguo più il mondo, seguo Dio. Il mondo va in una direzione, e io vado in quella opposta. Non ho proprio più niente a che fare con la mia vita di prima. Dovresti seguire Dio anche tu!”

Ah, ma sai, ehm… ognuno la vede in modo diverso… e alla fine guardaci, non mi sembra che siamo poi così diverse, io e te…”

La donna cristiana rimase talmente sbalordita da non rispondere; così l’altra la salutò gentilmente e se ne andò, lasciandola lì, nella sua seminudità, confusa e disorientata.

 

Tornò dall’uomo cristiano, che era ancora steso a far assorbire i raggi solari alla sua pelle nuda.

Incredibile, ho parlato di Gesù a quella mia conoscente ed è come se… non mi avesse presa sul serio!”

Lui scosse la testa. “Non te la prendere! Le persone del mondo sono così… cieche e sorde!”

Ma la donna cristiana era contrariata. “Mi sembra che mi abbia detto che a prima vista io e lei non siamo diverse. Certo, siamo qui entrambe per prendere il sole e fare il bagno, come tutti! Ma conta quello che abbiamo dentro… non quello che si vede esteriormente! Che superficialità la sua! Io di certo non vengo qui come ci viene una persona del mondo. Io non ho nessun secondo fine, non ho alcuna vanità, io… tutto è puro per noi! Perché noi siamo puri! Mentre loro no, ma questo non è un mio problema!”

L’uomo cristiano annuì convinto. “Hai proprio ragione! Noi siamo diversi! Ecco, anche se sono circondato da donne in costume non le guardo, che ci vuole? Oh, ad esempio, vedi, sta passando una donna in topless… può cadermici l’occhio, certo, ma senza nessuna malizia! Non faccio cattivi pensieri, Gesù mi ha liberato dal peccato! E’ una cosa totalmente diversa!”

Sì, sì, è talmente facile da capire!”

Già!”

 

Entrambi rimasero in silenzio. La donna cristiana, immusonita, andò a mettersi sotto l’ombrellone e si infilò rapida una maglietta, incrociando le braccia. Quanto all’uomo cristiano, continuò beatamente a far vagare lo sguardo sulla riva del mare, che curiosamente si soffermava abbastanza spesso sulla signora in topless. Ma lui non la guardava con desiderio! Lui era come un bambino… e i bambini guardano senza malizia!

Il resto della giornata passò in questo modo. L’uomo cristiano osservò le donne in costume (e anche quelle senza), godendo della propria innocenza, la Bibbia chiusa e dimenticata accanto a sé. La donna cristiana invece, dopo quei cinque minuti di disappunto, si denundò di nuovo sdraiandosi al sole, ignara degli sguardi di desiderio che si posavano sul suo corpo.

Quando giunse il momento di andarsene, i due si alzarono guardando il cielo, sorridenti.

Grazie, Signore, per questa bella giornata di mare! Grazie per aver creato tutto questo! Gloria a Gesù! Alleluia!!!”

E sorridendo spensierati, tornarono a casa.

***

Questa è una storia inventata, ma non una storia di fantasia. Perché tutto ciò, purtroppo, è normalità per molti cristiani di oggi.

Mi serve, comunque, come introduzione per alcuni argomenti che toccherò in settimana a proposito dei cristiani che si mettono in costume e che vanno al mare.

Chi ha capito il vero senso di questa storia, sa già di cosa parlerò; chi invece è confuso, chi si professa cristiano nato di nuovo e fa tutte queste cose, avrà forse qualcosa su cui riflettere.